14 February 2012
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Come posizionare la propria app tra i risultati di ricerca dell’iTunes Store con il SEO per mobile

Nell’ambito di una promozione SEO per il mobile, ho avuto l’opportunità di testare il funzionamento dell’algoritmo di ranking dell’iTunes Store in funzione di ricerche effettuate dall’utente.
Con questo post desidero condividere le riflessioni raccolte.
Non essendoci un eccessivo dinamismo in questo tipo di pagina dei risultati, ho potuto verificare in maniera abbastanza agevole il comportarsi dei risultati di ricerca a seconda delle corde che andavo a toccare.
I contesti non erano competitivi ma è stato un bene perché ho potuto studiare i fattori interni.
In un ambito differente, dovrei aver avuto un supporto sufficiente dai fattori esterni (recensioni/download/commenti) che, dal mio punto di vista, anche in questo caso come nei più “classici” motori di ricerca, hanno il peso maggiore.
I concetti che riesumo dal SEO sono la prominenza e la keyword density.
I fattori a disposizione, invece, sono:
. il nome dell’applicazione (leggasi “title“)(*);
. le parole chiave;
. la descrizione.
(*) che poi diventerà il tag title della pagina HTML che Google presenterà nelle proprie SERP prima di fornire l’accesso (automatico) all’iTunes Store vero e proprio
Per il primo fattore non ci sono limite in termini di caratteri, anche se il troncamento arriva presto (soprattutto se si pensa alla fruizione dallo schermo di iPhone); il campo dove si inseriscono le parole chiave prevede al massimo 100 caratteri (spazi inclusi). Invece la descrizione ha un limite di 4.000 caratteri.

Per quello che concerne i relativi “pesi”, ve li ho presentati in ordine di importanza.
E’ necessario presentare la parola chiave in tutti e tre gli ambiti perché la somma complessiva manifesta il massimo dell’espressione in termini di ottimizzazione.
Più il contesto è competitivo, più bisogna enfatizzare i concetti SEO sopra riportati; inoltre, per quello che concerne la keyword density, siamo ben distanti dai limiti che conosciamo con Google, diciamo che qui si può “spaziare” di più.
Una nota in relazione alla descrizione: da sola non viene considerata.
Ho effettuato ricerche per parole chiave estremamente di nicchia (e che producevano zero risultati di ricerca) presenti solo nella descrizione e l’applicazione in questione non saltava fuori.
Un’ultima nota per confermare la gioventù del meccanismo di ricerca: non vi sono associazioni “semantiche” tra le parole chiave.
Il che significa che, ad esempio, “gratuito” e “gratis” sono due ambiti di ottimizzazione ben distinti.
L’algoritmo, quindi, è estremamente semplice anche se, spostando il peso verso i fattori esterni, impone comunque di lavorare sulla qualità dell’applicazione per generare il maggior numero di download, commenti e recensioni. Ed è un bene.
Dal mio punto di vista, per i fattori esterni, concorre anche l’aspetto tempo inteso come la costanza del continuare a ricevere recensioni e registrare download.
Chiudo con un piccolo consiglio per cui sviluppa applicazioni multilingua e non vuole sacrificare l’opportunità di svolgere delle attività SEO sulla propria app: sottoponete all’attenzione dell’iTunes Store un’applicazione per lingua (di fatto praticamente identiche a livello di codice sorgente) specificando il mercato (lo store) perché in termini di fattori interni non è possibile specificare soluzioni differenti per più lingue.
Marco Ziero di MOCA Interactive